Federcaccia e la politica dei vaccini

20/01/2010
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Il Corriere delle Alpi di martedì 19 gennaio ha ospitato le considerazioni del sig. Da Rin - vicepresidente della Federcaccia di Belluno - sull’emergenza rabbia: ritenendo di interpretare i timori dei cittadini, che avvistano volpi anche nei centri abitati, propone la sua soluzione, dopo aver affermato che “la politica dei vaccini è fallita”. Non siamo a conoscenza della letteratura scientifica sulla quale il sig. Da Rin fonda le sue convinzioni ma siamo certi che lo sterminio delle volpi non risolverebbe la diffusione della rabbia e che la caccia in prossimità delle abitazioni è comunque proibita.

Il Corriere delle Alpi di martedì 19 gennaio ha ospitato le considerazioni del sig. Da Rin - vicepresidente della Federcaccia di Belluno - sull’emergenza rabbia: ritenendo di interpretare i timori dei cittadini, che avvistano volpi anche nei centri abitati, propone la sua soluzione, dopo aver affermato che “la politica dei vaccini è fallita”.

Non siamo a conoscenza della letteratura scientifica sulla quale il sig. Da Rin fonda le sue convinzioni ma siamo certi che lo sterminio delle volpi non risolverebbe la diffusione della rabbia e che la caccia in prossimità delle abitazioni è comunque proibita.

La diffusione della rabbia è un grave problema sanitario e non può divenire palcoscenico per dilettanti che proclamano che “l’unica arma perseguibile è l’abbattimento di massa delle volpi”, possibilmente con cani, fari e uomini sguinzagliati nei boschi.

La stampa ha la necessità di produrre notizie ed è quindi normale che conceda spazio alle dichiarazioni di chiunque, frequentemente proprio a chi si arroga il diritto di parlare senza alcuna conoscenza, lacuna grave tanto più quando si tratta di materia quale la sanità pubblica.
È deprecabile che nel corso di un’emergenza sanitaria si sia credito a posizioni azzardate e fuorvianti. A tutti l’invito di riferirsi a quanto pubblicato dal Centro di referenza sulla rabbia.

Articolo Corriere delle Alpi

Fonte: 
Ufficio Stampa
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