Proposta di legge ad iniziativa popolare: avvio della raccolta di firme
Proposta di legge ad iniziativa popolare: avvio della raccolta di firme

Conferenza stampa 14 giugno scorso del Comitato promotore per la presentazione della Proposta di Legge di Iniziativa Popolare “Riforma dell’ordinamento delle professioni intellettuali”.
Conferenza stampa 14 giugno scorso del Comitato promotore per la presentazione della Proposta di Legge di Iniziativa Popolare “Riforma dell’ordinamento delle professioni intellettuali”.
In dieci anni i professionisti italiani sono aumentati del 58 % ciononostante c’è ancora chi parla di lobby. Ma i professionisti non ci stanno e consapevoli di rappresentare con la sintesi tra etica e qualità vogliono dare voce a due milioni di famiglie che non sono state interpellate sul loro futuro.
Annunciato quindi,ufficialmente, l’avvio della raccolta di firme necessarie per portare la proposta dei professionisti in parlamento. La proposta di legge per la modernizzazione del paese, un progetto che vuole interpretare in chiave moderna il ruolo che il professionista deve svolgere oggi con la sua attività nel contesto del mercato globale.
E di fronte all’enigma: affideresti i tuoi interessi ad un “esperto” senza una certificazione riconosciuta e privo di ogni controllo interno? Radicale la risposta dei professionisti italiani: non siamo impresa!
La professione intellettuale non può essere assimilata alla prestazione anonima dei servizi commerciali e imprenditoriali, poiché per la sua natura di attività di interesse generale è fondata sul sapere e sulla conoscenza specializzata e prevede una componente fiduciaria per l’incarico soprattutto per il valore degli interessi del cittadino, che devono essere tutelati dal professionista sulla base di un’etica che è estranea invece alla logica dell’impresa.
Illustrato alla stampa il progetto riguarda le 29 professioni intellettuali regolamentate che raccolgono circa 2 milioni di professionisti.
Ribadito, tra i principi che hanno ispirato questo disegno di legge , quello della “sussidiarietà” che consentirebbe ai professionisti e agli ordini di svolgere attività di interesse generale in aiuto dello Stato centrale, contribuendo da un lato a snellire la macchina amministrativa con possibili risparmi di spesa e dall’altro a farsi carico delle esigenze della collettività a tutela di quei valori di giustizia, salute, sicurezza, ambiente e risparmio che risultano connessi con l’esercizio delle professioni intellettuali.
In altre parole:gli Ordini sono organi ausiliari dello Stato: per i professionisti è ora di farsi sentire!