Cosa dobbiamo fare per essere credibili

Foligno - Giostra della Quintana
11/11/2011
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A Perugia si è chiuso un processo che ha portato alla condanna di 10 persone, accusate di aver dopato alcuni cavalli per vincere la Giostra della Quintana di Foligno. Tra questi due medici veterinari.
Tra i documenti del processo 676 pagine di intercettazioni tra proprietari di scuderie, esponenti dei rioni e medici veterinari. Stralci delle intercettazioni disponibili su molti media nazionali; per la prima volta abbiamo letto, con sgomento, conversazioni che pongono medici veterinari al centro di un sistema malato, moralmente ed eticamente inaccettabile.
Compito degli Ordini professionali è quello di leggere i fatti , comprese le contraddizioni, attraverso l’interpretazione deontologica che da sola giustifica l’esistenza di collettività professionali che esercitano l’autogiustizia che fonda appunto sul rispetto della deontologia.

Non siamo corporazioni di professionisti; siamo gli interlocutori istituzionali dello Stato cui è stato affidato il compito di custodire la fede pubblica, di vigilare sul rapporto fra la professione e i Cittadini, ovvero di assegnare ai comportamenti umani dei professionisti uno status deontologico ovvero distinguerli in buoni, giusti o moralmente leciti, cattivi o moralmente inappropriati. E di giudicarli.
Quanto accaduto a Foligno non è buono, giusto o moralmente lecito, ma è cattivo, sbagliato e moralmente inappropriato. Per questo FNOVI auspica percorsi disciplinari fondati sul massimo rigore.
Lo stesso rigore che invochiamo in tutte le situazioni in cui iscritti all'Ordine in tutti i settore d'attività, pubblico e privato, negli animali da compagnia o da reddito, hanno tradito il patto con la professione e l'abilitazione di Stato. Anche questo è un abuso contro la professione. Intollerabile. Deprecabile.
L'ingresso nell'Ordine è un grande onore per chi è ammesso all'esercizio di una professione ad accesso regolamentato, esclusiva e protetta dallo Stato. Una grande conquista, un grande traguardo di status. Chi non avverte questo privilegio, chi non avverte la responsabilità d'essere élite intellettuale del Paese, portatore di competenze elevate e non condizionabili non ne è degno.
Plauso agli Ordini che dichiareranno pubblicamente ogni procedimento disciplinare contro chi non è o non è più all'altezza del suo compito nella società e del patto fiduciario con lo Stato previsto dalla Costituzione.

Fonte: 
Presidente Gaetano Penocchio
FNOVI!
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