FNOVI al meeting di Vienna

01/06/2015
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La Veterinary Chamber austriaca ha organizzato presso la sua sede di Vienna un incontro con tutte le delegazioni degli Ordini dei veterinari delle Nazioni confinanti per discutere di due temi: la circolazione dei cuccioli e l'antibioticoresistenza.
Alla tiunione hanno partecipato delegazioni di Germania, Italia, Slovenia, Repubblica Ceca, Svizzera, Ungheria e, invito "ad personam" Sud Tirolo (Bolzano), oltre ovviamente alla delegazione austriaca. 
L'incontro è stato interessante ed ha permesso di chiarire alcuni aspetti delle problematiche in discussione e di come queste vengano affrontate in ogni paese.

Riguardo al primo argomento c'è molta preoccupazione per la circolazione illegale dei cuccioli, soprattutto per la pericolisità del fenomeno (maltrattamenti e il pericolo potenziale di far circolare il virus della rabbia). Al fine di controllare ed impedire (o almeno ridurre) il fenomeno, supportato da rilevanti interessi economici, si sono ipotizzati sistemi di interscambio di informazioni tra i vari Paesi.
Interessantissima la discussione sul secondo punto all'ordine del giorno: controllo/riduzione dell'antibiotico resistenza. Il problema è ovviamente nell'agenda di tutte le delegazioni europee. Sono tutti più o meno concordi sul fatto che i medici veterinaei sono ancora poco sensibili al problema e che soprattutto nel settore degli animali da compagnia questo problema sia del tutti trascurato. Le divergenze invece sulle metodiche per affrontarlo sono enormi.
L'impressione è che il Regolamento europeo, pur adottando regole comuni, venga applicato in modo difforme nelle varie Nazioni. Solo poche di queste (Austria e Germania) hanno avviato un programma di monitoraggio incontrando moltissime difficoltà nell'applicazione e dando l'impressione che comunque il sistema funzioni poco. Altro motivo di divergenza è la sistuazione peculiare di ogni Paese circa la consistenza degli allevamenti: diverso è agire nella zona di Vienna dove il numero di animali è di sei capi per allevamento, rispetto ad Italia e Germania dove i contingenti animali sono assai diversi.
Anche sui sistemi per aggredire il problema c'è diversità di opinione.
In campo, a titolo di esempio, la proposta di incentivare la medicina omeopatica, criticata da diverse delegazioni presenti. Una discussione interessante è sorta circa il rapporto veterinario-allevatore nelle diverse Nazioni: una parte consistente di queste non accetta la possibilità di lavoro dipendente tra allevatore, mangimista ecc. e medico veterinario.
Vede in questo rapporto un problema all'indipendenza professionale del medico veterinario.
La delegazione italiana ha spiegato che in un sistema basato sull'autocontrollo non è ipotizzabile alcun conflitto d'interesse, se il controllo è affidato al Veterinario Ufficiale.
L'impressione è che in Italia la problematica del farmaco sia affrontata in modo restrittivo e conflittuale ripetto agli altri Paesi, Si è poi registrato molto interesse sul dibattito in tema di "veterinario aziendale" in atto in Italia.

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
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