Rapporti tra Ordini e Magistratura – Intervento di Federico Cafiero de Raho

L’etica come professione
13/10/2015
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Di grande interesse l’intervento il dottor Cafiero de Raho che ha mosso da principi generali per atterrare su casi concreti, offrendo una lettura degli avvenimenti che vanno dal sequestro di vacche alla ‘ndrangheta alla denuncia dell’omicidio di Livatino ed alla cattura degli esecutori e dei mandanti. Ha mosso i primi passi del suo intervento parlando di rispetto delle regole e della necessità di un percorso virtuoso verso la legalità anche e soprattutto in un territorio difficile come la Calabria partendo da un punto apparentemente avulso dal tema cioè i rapporti tra Ordini dei Medici Veterinari  e Magistratura e dalla informazione relativamente ad un reato ed ai soggetti a cui questa deve essere fornita.

Una attività di informazione che, ad esempio, nel caso di reati ambientali o che incidano sulla salute, è diretta al Ministro dell’Ambiente, al Ministro della Sanità ed alla Regione. Non è prevista una informazione agli Ordini professionali anche se, a giudizio di Cafiero de Raho, è evidente che una informazione debba essere data. In realtà questo accade da parte delle Procure perché, ha chiarito de Raho, per consentire che i titolari dell’azione disciplinare verso il reo possano agire, è del tutto evidente che ad essi l’informazione sia dovuta da chi ha notizia certa del reato e del reo. Possono esservi casi di omissione o di ritardo nella comunicazione, in particolare per situazioni in cui vi è una moltitudine di soggetti coinvolti, ma siamo nel campo dell’errore ed è sufficiente una azione di sollecito nei confronti delle Procure per ovviare.

E’ anche vero, però, che l’informazione viene fornita successivamente alla custodia cautelare o al rinvio in giudizio e che il Presidente dell’Ordine apprenda la notizia successivamente all’esecuzione dell’ordinanza e in ritardo rispetto alla informazione giornalistica che è molto più rapida anche in virtù dell’organizzazione delle Procure che agiscono attraverso Conferenze Stampa finalizzate ad informare il pubblico che vi sono stati comportamenti gravi e sanzionabili sui quali si è intervenuti.
In Calabria, ha proseguito de Raho, avviandosi a concludere, una realtà difficile oltre quello che si può immaginare, ciò che la Procura chiede a tutti, ai veterinari ed agli allevatori, è di avere presente che esiste un complesso insieme di regole che devono essere rispettate nell’interesse di tutti. Non si chiede una denuncia ma di conoscere il fatto su cui svolgere le indagini. In questo quadro il veterinario quale modello ha adottato per uniformare le proprie condotte? E’ consapevole che un proprio contributo può salvare delle vite, aiutare a far cessare attività criminose? 
Se il veterinario vede che in un allevamento c’è un animale malato e non tace, evita che i cittadini che poi consumeranno quelle carni siano a rischio di malattie anche gravi, a volte”. Che ognuno faccia il proprio dovere, è stato l’auspicio di Cafiero de Raho, compia un piccolo passo verso il rispetto della legalità”.
Tanti piccoli passi per un percorso verso l’etica come professione.
 

Fonte: 
Ufficio stampa Fnovi
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