Il manifesto della professione veterinaria in apicoltura
Il manifesto della professione veterinaria in apicoltura

“Siamo il cuore ed il cervello di questa nostra professione ed in apicoltura perseguiamo la tutela delle api e delle loro produzioni e la promozione della nostra professione” ha dichiarato il Presidente FNOVI, Dr. Gaetano Penocchio, nell’informare della determinazione assunta, unitamente ai componenti il Comitato Centrale di raggiungere il Direttore Generale della Sanità animale e del Ministero della Salute, la Dr.ssa Gaetana Ferri, con un nota a commento di quanto apparso su ARPAT Agosto 2010, testata patrocinata dalla Unione Europea e dal MIPAAF, nonché dalla regione Toscana e che vanta tra gli "scrittori" anche alcuni colleghi.
Nella comunicazione indirizzata al Direttore Generale Sanità Animale e Farmaco Veterinario, il Presidente FNOVI ha ripercorso l’attività della Federazione che, previa la costituzione di uno specifico gruppo di lavoro, si è resa protagonista del denunciare le gravi difficoltà in cui si muove il settore e nel chiedere voce e rappresentanza in un campo che “è terra di nessuno dove ognuno può decidere di prendere iniziative senza sentirsi in dovere di rispettare le regole vigenti e dove, chi si prova ad applicarle ed a farle rispettare fa scandalo, è oggetto di derisione, minacce e nessun sostegno”.
Il testo prosegue quindi elencando parte delle incongruità e delle problematiche incontrati nel settore dell’apicoltura: dichiarazioni pubbliche “che promuovevano l’uso di farmaci illegali, diffondevano ricette e modalità d’uso non consentite e/o pericolose per l’apicoltore, dichiaravano di effettuare sperimentazione di molecole farmacologicamente attive, organizzavano referendum sull’uso di antibiotici tra i propri associati, promuovevano figure laiche per l’assistenza sanitaria dei loro associati ed infine diffamavano pubblicamente centri di ricerca, istituti, servizi veterinari, veterinari senza riceverne dissenso”.
La FNOVI – alla luce dei numerosi protagonisti sulla scena – ha quindi chiesto di conoscere “quali e quante competenze siano investiti tali soggetti, di quali e quanti finanziamenti destinati al settore apistico usufruiscano e quanti e quali progetti siano attualmente in corso, come si debbano rapportare col il SSN centrale e periferico e, infine, a quale autorità rispondano, per comprendere - in questo generale caos di competenze, incompetenze e latitanze - chi rivesta il giusto ruolo e chi invece abbia dilagato o mancato”.
La nota si conclude con l’auspicio che Associazioni e Presidenti come quelli responsabili del giornalino ARPAT Agosto 2010, patrocinati tra l’altro dalla Unione Europea e dal MIPAAF, nonché dalla regione Toscana, rispondano presto delle loro gravissime affermazioni e cessino di avere finanziamenti pubblici in quanto utilizzati per denigrare le istituzioni e i loro funzionari.
Dalla FNOVI la promessa di non lesinare il proprio impegno per “migliorare la formazione e l’informazione in campo apistico dei medici veterinari”.