La FNOVI al Convegno AHEAD “Achieving Health through Antimicrobial Stewardship”
La FNOVI al Convegno AHEAD “Achieving Health through Antimicrobial Stewardship”

Lo scorso 11 febbraio si è tenuto a Roma, presso l’Istituto Superiore di Sanità, il convegno AHEAD “Achieving Health through Antimicrobial Stewardship” che ha visto riuniti alcuni tra i massimi esperti medici italiani di infettivologia, farmacologia e antimicrobico resistenza. A rappresentare la medicina veterinaria alla tavola rotonda è stato invitato, in rappresentanza della FNOVI, Giovanni Re.
Le malattie infettive rappresentano ancora oggi, a livello globale, una delle principali cause di disabilità e morte, tale da costituire un serio problema di sanità pubblica, tanto che, durante l’ultimo G7 di giugno 2015 a Berlino, la resistenza agli antibiotici delle malattie infettive è stata definita, insieme al rischio di collasso degli oceani, una delle criticità più urgenti a livello globale.
Obiettivo del Convegno “Achieving Health Through Antimicrobial Stewardship – AHEAD Research” è stato quello di far discutere tutti gli attori coinvolti, dal Ministero della Salute, all’ISS, alle Società Scientifiche e alle Associazioni di Categoria, sulla comune lotta alla malattie infettive nel nostro Paese, alle antibiotico resistenze e alle infezioni virali.
Nel suo intervento Giovanni Re ha ribadito il concetto della One Health, vale a dire una nuova visione della salute umana e della salute animale, intese come “salute unica”. Se la dimostrazione attraverso evidenze scientifiche del passaggio di ceppi resistenti dall’animale all’uomo è talvolta limitata, ci sono casi dimostrati di ceppi resistenti isolati su animali. La pressione esercitata dagli antibiotici nell’uso intensivo può favorire lo sviluppo di resistenze che potrebbe portare all’immissione nell’ambiente di ceppi resistenti di Salmonella spp., Escherichia coli, Stafilococcus aureus e Campylobacter jejuni.
Il problema quindi esiste e sebbene i dati ESVAC mettano l’Italia ai primi posti tra i Paesi europei per consumo di farmaci antibiotici, si è registrato un calo che nel 2011 è stato del 13%, nel 2012 del 20% e nel 2013 del 29%. Un risultato ottenuto mettendo in atto interventi di formazione ed informazione e promuovendo l’uso consapevole dell’antibiotico.
La nostra Federazione, ha ribadito Re, si è mossa promuovendo a tutto campo la formazione dei professionisti e l’informazione di allevatori e proprietari. In questi giorni è partito da Brescia il primo Corso sull’antibiotico-resistenza che coinvolgerà veterinari di tutte le Regioni italiane. Abbiamo costituito un gruppo di lavoro sul farmaco con esperti che porteranno il loro contributo e la loro esperienza ai colleghi di tutto il Paese sul fenomeno dell’antibiotico-resistenza.
Siamo convinti che questa iniziativa possa portare una maggiore consapevolezza sull’uso degli antibiotici e in particolare dei cosiddetti CIA (Critically Important Antimicrobials) che sono gli antibiotici critici per l’uomo, quelli cioè che appartengono alle stesse famiglie di antibiotici utilizzate in medicina umana e per i quali indurre resistenze sarebbe molto pericoloso.
Per contenere questo grave problema dobbiamo portare nella gestione del farmaco antibiotico i concetti della prevenzione, che sono fondamentali e che possiamo così riassumere: igiene dell’allevamento, biosicurezza e corretti protocolli vaccinali. Su questo punto risulta di fondamentale importanza avere il supporto del Ministero della Salute.