La FNOVI in Abruzzo ad un incontro sul “Position paper farmaco veterinario”
La FNOVI in Abruzzo ad un incontro sul “Position paper farmaco veterinario”

Si è svolto, domenica mattina 26 giugno, presso la Camera di Commercio di Pescara, il convegno organizzato dall’OMV di Pescara, in collaborazione con tutti gli OMV dell’Abruzzo, dal titolo “Incontro sul Position paper farmaco veterinario”: un incontro sul farmaco veterinario, rivolto ai medici veterinari che operano nel settore degli animali d’affezione. All’evento ha partecipato, in rappresentanza della FNOVI, la Dr.ssa Eva Rigonat.
La presenza in aula, nonostante la giornata assolata, per un evento non accreditato ECM, non tecnico, ma prettamente di politica della professione, ha consentito un dibattito intenso e costruttivo tra FNOVI, Ordini ed iscritti.
Nonostante gli inviti, i rappresentanti della politica locale si sono distinti per la loro assenza su un argomento il cui dibattito, a livello nazionale, ha generato la necessità, da parte delle Federazione, di fare chiarezza in merito al ruolo e alle potenzialità di tutela del medico veterinario anche in merito alla possibilità di abbattere il costo del farmaco veterinario per animali d’affezione.
Il Position Paper della Federazione è stato dunque illustrato ed ha offerto l’occasione per discutere delle regole per l’appartenenza dell’Italia all’Europa, delle ragioni di tale appartenenza, particolarmente di attualità in occasione del Brexit e del dibattito sul Ttip oltre che, specificamente per discutere di regole di utilizzo del farmaco veterinario anche nella cascata, di bozze di nuovo regolamento in merito, per arrivare all’analisi della formazione del prezzo del farmaco veterinario in Itali, fatta nel documento della Federazione (vedi Speciale - Position paper farmaco veterinario nonché lo Speciale - Costo del farmaco veterinario per animali d’affezione) e relative proposte per una risoluzione immediata e fattibile, al problema del costo della terapia negli animali d’affezione.
Il dibattito ha sollevato anche la tematica di una professione alla quale viene chiesto di farsi carico della soluzione di un problema dalle tante cause e colpe e di un sistema sanzionatorio non rivolto alla valutazione della deontologia e della responsabilità professionali, iniquo e inapplicabile che nel tradire il principio della proporzione della pena ne tradisce anche quello della certezza e della valenza rieducativa.