Collegato agricolo e Apicoltura: la FNOVI inoltra alla Lorenzin i propri rilievi
Collegato agricolo e Apicoltura: la FNOVI inoltra alla Lorenzin i propri rilievi

Confidando che le osservazioni ed i rilievi esposti potranno essere condivisi e recepiti dal responsabile del Dicastero per essere quindi trasferiti nei testi normativi in adozione, la Federazione ha indirizzato una nota al Ministro della Salute Lorenzin con la quale ha esaminato i contenuti dell’art. 34 (Disposizioni in materia di apicoltura e di prodotti apistici) del disegno di legge recante deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo e agroalimentare, nonché sanzioni in materia di pesca illegale (AS 1328-B), meglio noto come “Collegato agricolo”, che l'Assemblea del Senato ha approvato definitivamente nella seduta del 6 luglio u.s..
Con il provvedimento in commento il Parlamento ha delegato il Governo ad adottare, entro diciotto mesi dalla data della sua entrata in vigore, uno o più decreti legislativi con i quali provvedere a raccogliere, in un codice agricolo ed in eventuali appositi testi unici, tutte le norme vigenti in materia, divise per settori omogenei e ad introdurre le modifiche necessarie per - in linea con le finalità del Collegato - semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo e agroalimentare.
La Federazione ha segnalato come lart. 34 (Disposizioni in materia di apicoltura e di prodotti apistici) ponga nelle condizioni di difficoltà interpretativa per la terminologia utilizzata che associa il termine “presidi sanitari” a quello di “ricetta veterinaria” ponendo le basi per una situazione che metterebbe il farmaco veterinario nelle mani delle Associazioni di apicoltori.
Per la FNOVI “il dispositivo dell'articolo 34 del Collegato solo apparentemente, ossia a stretto rigor di legge, sembra non mettere a repentaglio salute pubblica e sicurezza alimentare dato che consente questa delega solo per farmaci veterinari privi della necessità della prescrizione medico veterinaria, ma palesemente mette invece in pericolo la salute animale”.
Nella nota si legge che “tutti i farmaci veterinari per le api, dovrebbero essere prescritti da un medico veterinario per una serie di motivazioni a tutela della salute delle api, della salute pubblica e dell'ambiente, così come in acquacoltura. Siamo di fronte a trattamenti antiparassitari ad uso interno all’"animale alveare", che vengono somministrati a una quantità infinita di soggetti presenti su tutto il territorio, che hanno contatti con infinite essenze vegetali. Per questo non bisogna sottovalutare la possibilità che ogni molecola somministrata all'alveare possa esser trasmessa all'ambiente. Da qui un'attenta ed oculata scelta del farmaco che soltanto il medico veterinario può fare, valutando il grado di infestazione, la stagione, la popolosità della famiglia, la presenza o meno di covata, l'importazione nettarifera, la presenza di sintomatologia clinica in atto, il regime biologico o meno di allevamento”.
La FNOVI stigmatizza inoltre i contenuti del comma 2 dell’art, 34 che, di fatto, rendono di fatto inapplicabile il regime sanzionatorio ed infine commenta che il comma 3 “necessiterebbe di essere esplicitato nei suoi criteri di tutela del patrimonio zootecnico”.
Tutto ciò esposto, la Federazione ha rinnovato la propria disponibilità a fornire i chiarimenti che si rendessero necessari ed ha informato dell’iniziativa la competente Direzione Generale della sanità animale e dei farmaci veterinari.