Servizi Veterinari: gli OMV delle Province Calabresi si rivolgono alle Autorità regionali

14/02/2017
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Con una nota a firma congiunta, i Presidenti degli Ordini Provinciali dei Medici Veterinari della Regione Calabria hanno esternato lo stato di disagio “della categoria determinato dall’impoverimento degli organici e dall’innalzamento dell’età media del personale veterinario dipendente”.
L’appello rivolto ai vertici della Giunta Regionale, prende spunto dall’assottigliamento dell’organico dei Dirigenti Veterinari nelle AASSPP della Regione che, in determinate situazioni, sta rasentando la drammaticità, in particolare nel Servizio di igiene degli alimenti di origine animale per quanto lo Specialista convenzionato secondo ACN/2005 abbia – si legge nella nota -  “tamponato le criticità della Medicina Veterinaria Pubblica, ma la disomogenea ed incompleta applicazione del loro contratto e dell’Accordo Integrativo Regionale sul territorio della nostra Regione, non ha consentito di rispondere a tutte le esigenze di tutta la medicina territoriale (uniforme erogazione dei livelli minimi di assistenza)”.

Gli organismi ordinistici, nello stigmatizzare che “gli Atti aziendali sino adesso presentati sono tendenti a penalizzare la Medicina Veterinaria” chiedono:
• di prevedere, per la fine del Piano di Rientro, l’Istituzione di un Settore Veterinario Regionale nel cui organico sia contemplata la presenza dei servizi di Sanità Animale, Igiene degli alimenti di o.a., Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche con personale Veterinario dipendente direttamente dall’Ente Regione;
• Servizi Veterinari Territoriali presenti nel Dipartimento della Prevenzione e pianificati per come sancito dal D.Lgs 502/92 e s.m.i. e dalle Deliberazioni Regionali vigenti;
• l’adeguamento dell’organico del personale veterinario dipendente e convenzionato perché il primo severamente ridotto dai pensionamenti degli ultimi anni che non hanno dato luogo alla saturazione delle vacanze di posti generati, il secondo per la mancata applicazione delle procedure di prolungamento e stabilizzazione dell’orario di lavoro, nonché l’ottimizzazione nella distribuzione territoriale;
• misure volte a migliorare la trasparenza e l’anticorruzione con specifici e più esaustivi atti di indirizzo aziendali a carattere regionale omogeneo.
Per i firmatari della lettera in commento, le misure suggerite, tutte applicabili a breve e medio termine, “vanno nella direzione di apportare un notevole risparmio economico nella gestione della sanità” e “l’accoglimento delle stesse oltre ad assicurare una migliore funzionalità dei Servizi Veterinari, con positiva ricaduta sulla salute pubblica e rilevante contenimento della spesa sanitaria, certamente, in un territorio variamente disagiato e per altro già penalizzato, rappresenterebbero serie opportunità di lavoro per varie professionalità che sempre con maggior frequenza sono costrette ad emigrare”.

Si pubblica il testo integrale della lettera.

Fonte: 
Ufficio stampa FNOVI
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