Il Ministero della Salute risponde alla FNOVI in tema di vaccini stabulogeni

08/03/2017
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In risposta alle sollecitazioni poste dalla FNOVI che, in una nota a firma del Presidente Penocchio, aveva ritenuto necessario ampliare e valorizzare le possibilità di utilizzo dei vaccini stabulogeni, quale unica reale alternativa all’impiego dei vaccini antimicrobici insieme, ovviamente, al miglioramento delle pratiche di allevamento e del benessere animale, la Direzione Generale della Sanità Animale e dei Farmaci veterinari ha confermato di aver “già da tempo promosso e riscontrato l’aumentato interesse da parte degli operatori di settore verso sistemi miranti a prevenire o, comunque, a ridurre il ricorso agli antibiotici negli allevamenti, quali l’utilizzo da parte dei medici veterinari dei vaccini stabulogeni”.

Nella nota a sua firma, il Direttore Silvio Borrello rende noto che è in atto uno studio di fattibilità per il riesame del D.M. n. 287/1994 che sta procedendo in parallelo all’attività di revisione della proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai medicinali veterinari ed alle attività del Gruppo di coordinamento per le procedure di mutuo riconoscimento e decentrate (CMDv) dell’EMA.
La nota riferisce che “il CMDv ha predisposto il documento ‘Recommendation to the manifacture, control and use of inactivate autogenous veterinary vaccines within the EEA’, che è stato condiviso e appoggiato dai capi agenzia dei medicinali (HMA)”.
La Direzione ministeriale conclude osservando che la “suddetta revisione potrebbe indirizzare la normativa verso una produzione di vaccini stabulogeni di qualità tenendo conto, in ogni modo, della contingenza, delle limitazioni di utilizzo, delle risorse necessarie per la realizzazione e del ruolo fondamentale del medico veterinario responsabile della scelta terapeutica e del monitoraggio della stessa”.

Fonte: 
Ufficio stampa FNOVI
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