La relazione del Presidente FNOVI: “Il perimetro della ricchezza”
La relazione del Presidente FNOVI: “Il perimetro della ricchezza”

Si è articolato su tre giorni il Consiglio Nazionale della Federazione che si è tenuto a Giardini Naxos dal pomeriggio del 7 aprile e fino alla mattinata del 9. Come in ogni Consiglio Nazionale, il momento rilevante per l’individuazione della ‘mission’ della FNOVI, è stato quello dell’intervento del Presidente Gaetano Penocchio che con la sua relazione ha descritto le trasformazioni che si stanno delineando e la necessità di non perdere la rotta, e ciò nella consapevolezza che è necessario essere parte del cambiamento, e non subirlo.
Accompagnata dalla proiezione di suggestive immagini – quest’anno rigorosamente tutte in bianco e nero – la relazione del Presidente ha trattato numerosi argomenti ed ha trasformato in progettualità il pensiero che “l’unico modo per dare risposte di senso è “fare””.
È questo il convincimento che ha caratterizzato la lungimiranza che la FNOVI ha inteso esprimere con la consultazione per la riforma del Codice Deontologico, andando ad individuare i nuovi bisogni e, in generale, mettendo a fuoco le esigenze di cambiamento avvertite e questa, come tutte le altre attività che la Federazione ha promosso, ha risentito della difficile fase storica che si sta vivendo dentro e fuori la professione.
Per Penocchio “tutte le professioni hanno pari dignità e si pongono contestualmente in un confronto tra pari, che non vuol dire tra chi fa le stesse cose, né significa escludere un ruolo di coordinamento funzionale o identificare in modo chiaro e univoco le responsabilità, ma vuol dire avere pari dignità e pari responsabilità rispetto ai propri ambiti di autonomia”.
Proprio per questo FNOVI ha approvato nel Consiglio Nazionale di fine 2016 la definizione di ‘atto veterinario’: “I confini non possono essere soltanto un tema di competizione, di darvinismo organizzativo, devono essere definiti in una visione più ampia capace di portare a cambiamenti organizzativi del sistema. Altrimenti, ed è la cosa che va evitata, i conflitti fra professioni sanitarie ricadono sulla salute dei cittadini, e questo è inaccettabile”.
Nel corso del suo intervento ha quindi illustrato i punti di debolezza della nuova Legge “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie, pubblicata il 18 marzo scorso in Gazzetta Ufficiale, mettendo al primo posto la concreta applicazione della legge (essendo legata all’emanazione di circa otto decreti) per quindi stigmatizzare la difficoltosa aderenza alle esigenze degli esercenti la professione del medico veterinario.
Rilevante poi il passaggio sul dovere di aggiornamento permanente, in coerenza con il Codice Deontologico e con le previsioni di legge, che è e resta lo strumento per migliorare le competenze e le abilità cliniche, tecniche e manageriali, con l’obiettivo di assicurare efficacia, appropriatezza e sicurezza degli atti professionali di tutti i medici veterinari pubblici e privati. Penocchio ha dichiarato che, se da un lato “è certo che è il sistema ministeriale di Educazione Continua in Medicina oggettiva la misurazione della formazione continua” allo stesso tempo ECM “non è sinonimo di aggiornamento professionale e di quest'ultimo non ne ricomprende tutte le forme, espressioni ed erogazioni possibili ed esistenti”, con ciò preannunciando i contenuti di una deliberazione proposta all’assemblea nel prosieguo dei lavori.
Tra i numerosi argomenti affrontati non poteva poi mancare un cenno all’iter di approvazione del Decreto del Ministero della Salute che sancirà la presenza del veterinario aziendale in un nuovo sistema di sanità animale.