Medici veterinari ed ‘equo compenso’

11/04/2017
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I lavori del Consiglio Nazionale della FNOVI appena conclusisi, sono stati anche l’occasione per avviare un approfondimento sulla tematica dell’equo compenso.
Partendo dalla considerazione che il regime di liberalizzazione sulle professioni ha determinato una forma incontrollata di deregulation, con “devastazione” del rapporto cliente/libero professionista, la Vicepresidente della FNOVI, Carla Bernasconi, ha condotto una interessante analisi sulle voci/varianti che incidono nella determinazione/costruzione del compenso.

Partendo dal dato costituzionale dell’art. 36 Cost. (che riconosce il diritto del lavoratore all’equa retribuzione) e dopo la pronuncia della sentenza della Corte di Giustizia UE (dell'8/12/2016 n. c-532/15) che ha affermato la legittimità in ambito europeo dei minimi tariffari inderogabili, è stata quindi sviluppata l'idea di lavorare a ristabilire un equo compenso.
L'abolizione dei tariffari in Italia ha portato alla creazione di un mercato professionale distorto. La vera concorrenza non può essere basata sulla rincorsa al prezzo più basso, ma deve fondare sulla qualità della prestazione, che come è noto, esige forti investimenti in termini di professionalità, di risorse, di strumenti, di esperienza e di tecnologia. Ma i primi protagonisti di questa operazione, che è anche culturale, restano i singoli professionisti che devono manifestare unità di intenti e coerenza di azione.
Le slide utilizzate nel corso dell’intervento sono state pubblicate nell’area del portale ad eccesso riservato agli Ordini.

Fonte: 
Ufficio stampa FNOVI
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