Veterinari, più quote rosa ma si guadagna meno

08/05/2017
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Il numero di oggi 8 maggio 2017 di Repubblica (Affari & Finanza – sezione Lavoro & Professioni), ha dato spazio ai risultati che emergono da una ricerca di Nomisma sulla professione del medico veterinario presentata nel corso del Consiglio Nazionale della FNOVI dello scorso aprile.
Si crea nuova domanda di professionisti nei campi più specialistici, mentre si riducono gli spazi di mercato per chi ha competenze di taglio tradizionale” questo l’incipit dell’articolo che poi si sviluppa illustrando i dati emersi.

Il 42% degli iscritti si dice soddisfatto della propria professione, sia per le opportunità di crescita che per l’ambiente di lavoro. Meno per l’aspetto retributivo che si conferma quindi l’aspetto più critico. Appena il 12% di chi svolge la libera professione è contento per il reddito conseguito ed un 14% immagina prospettive reddituali positive per i prossimi cinque-dieci anni: all’opposto il 32% si dichiara per nulla soddisfatto delle proprie entrate ed un altro 31%, tra cui soprattutto donne e giovani, è abbastanza insoddisfatto.
I timori principali arrivano dalla competizione crescente e dall’evoluzione del mercato che richiede sempre nuove competenze, che evidentemente non sono state sviluppate in maniera adeguata durante gli anni della formazione universitaria.
Le migliori prospettive sembrano esservi tra quanti si occupano di consulenza per gli allevamenti: un’attività che richiede di affiancare alle conoscenze di tipo tecnico anche doto manageriali e di sviluppo del business, oltre che capacità di interlocuzione con il management delle aziende clienti.
Buone prospettiva anche per i medici veterinari che possono vantare specializzazioni in campo clinico o chirurgico nell’ambito degli animali da reddito.
Non devono poi sottacersi gli ambiti finora poco frequentati: è il caso della medicina veterinaria ambientale, ma buone opportunità si rinvengono anche nelle industrie farmaceutiche e del pet food.
Per Penocchio il futuro sarà positivo per chi saprà intercettare l’evoluzione del mercato con una proposta ad elevato contenuto specialistico che non dovrà fermarsi lungo il percorso della formazione ma che dovrà svilupparsi lungo l’intero arco della carriera, puntando a migliorare sia le competenze e le abilità, che i profili professionali.

Fonte: 
Ufficio stampa FNOVI
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