Schema dlgs correttivo pubblico impiego: inserite modifiche su personale sanitario
Schema dlgs correttivo pubblico impiego: inserite modifiche su personale sanitario

Sarà a breve pubblicato sulla Gazzetta ufficiale (ed entrerà quindi in vigore) il Decreto legislativo sul pubblico impiego che attua la riforma della Pubblica amministrazione (124/2015), approvato dal Consiglio dei Ministri di venerdì scorso con alcune modifiche che recepiscono gli indirizzi dettati dalle Commissioni parlamentari.
Tra le correzioni apportate, si segnala che ora il testo prevede l'applicazione delle disposizioni sulle assunzioni a tempo indeterminato di personale non dirigenziale consentite dal provvedimento nel triennio 2018-2020 anche al personale tecnico-professionale e infermieristico del Servizio Sanitario Nazionale e a quello delle amministrazioni finanziate dal Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca - anche se ha maturato il periodo di tre anni di lavoro negli ultimi otto anni rispettivamente presso diverse amministrazioni del SSN o presso diversi enti e istituzioni di ricerca.
In particolare, tra i requisiti per le assunzioni, viene precisato che il personale deve risultare in servizio successivamente alla data di entrata in vigore della riforma PA(124/2015, ovvero dal 28 agosto 2015) con contratti a tempo determinato presso l'amministrazione che procede all'assunzione; sia stato reclutato a tempo determinato, in relazione alle medesime attività svolte, con procedure concorsuali anche espletate presso amministrazioni pubbliche diverse da quella che procede all'assunzione; infine, abbia maturato, al 31 dicembre 2017, sempre alle dipendenze dell'amministrazione che procede all'assunzione, almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni.
Il dlgs stabilisce inoltre che, nello stesso triennio 2018-2020, le amministrazioni, possono bandire procedure concorsuali riservate, in misura non superiore al cinquanta per cento dei posti disponibili, al personale non dirigenziale che, al contempo, risulti titolare, successivamente alla data di entrata in vigore della riforma PA, di un contratto di lavoro flessibile presso l'amministrazione che bandisce il concorso, e abbia maturato, al 31 dicembre 2017, almeno tre anni di contratto, anche non continuativi, negli ultimi otto anni, presso l'amministrazione che bandisce il concorso.