Medicina trasfusionale in campo veterinario: in attesa dell'UE, Italia d'accordo a revisione linea guida

07/09/2017
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Il Sottosegretario alla Salute, Davide Faraone, ha risposto all’interrogazioni di Edoardo Fanucci (Pd) dello scorso aprile sulla revisione della Linea guida delle attività sanitarie riguardanti la medicina trasfusionale in campo veterinario.
Il deputato PD nell'interrogazione aveva chiesto al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, di rivedere questa regolamentazione in quanto la differenziazione tra emocomponenti ed emoderivati nella medicina veterinaria non ricalca quanto avviene in quella umana.
Il Sottosegretario ha precisato che "i derivati del sangue, ad eccezione del sangue intero animale, necessitano di autorizzazione all'immissione in commercio al pari di ogni altro medicinale veterinario". È dunque la disciplina comunitaria a indicare "una congerie estremamente ampia di materie" (microrganismi, animali interi, parti di organi, secrezioni animali, tossine, sostanze ottenute per estrazione, prodotti derivati dal sangue).

Il Ministero - ha continuato il rappresentante del governo - "nell'auspicare una revisione" della direttiva 2001/82/CE sul codice comunitario dei medicinali veterinari e in considerazione "dei potenziali sviluppi della terapia trasfusionale" ha inviato alla Presidenza dello specifico gruppo di lavoro istituito presso il Consiglio dell'Unione europea "alcune proposte di modifica finalizzate ad omogeneizzare la disciplina dei medicinali ad uso veterinario a quella prevista per l'uso umano" (direttiva 2001/83/CE), proponendo "una armonizzazione delle rispettive regolamentazioni in tema di emocomponenti".
Faraone ha sottolineato che il dicastero della Salute "ha espressamente proposto di escludere dal campo di applicazione della disciplina comunitaria prodotti con cellule o tessuti allogenici o autologhi non sottoposti a manipolazioni rilevanti, preparati su base non ripetitiva, per produzioni limitate e destinati ad animali non produttori di alimenti".
Il Sottosegretario ha specificato che, allo stato attuale, tutti i derivati del sangue esclusivamente a uso eterologo sono regolamentati dal D. Lgs. 193/2006, ad eccezione del sangue intero, il quale resta disciplinato dall'accordo Stato-Regioni 17 dicembre 2015. Quindi "sia gli emoderivati che gli emocomponenti ad uso eterologo possono essere somministrati agli animali solo se autorizzati all'immissione in commercio".
In conclusione la "possibile revisione della Linea guida è condizionata all'accoglimento della proposta di regolamento del Parlamento e del Consiglio Ue relativo ai medicinali veterinari".
Faraone ha comunque assicurato che "il Ministero della Salute seguirà l'evolversi della situazione in ambito europeo per addivenire ad una nuova regolamentazione dell'impiego degli emocomponenti che possa risultare coerente con quanto già previsto nel campo della medicina umana"

Fonte: 
Ufficio stampa FNOVI
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