Salvo il Centro di Baradel: la Regione ritira il bando

26/10/2017
.

È salvo il Centro di recupero della fauna selvatica di Terranova, messo a rischio dal bando indetto dalla Regione per affidare la gestione per il 2018. Dopo la massiccia mobilitazione delle ultime settimane la Regione ha deciso di fare marcia indietro e, di fatto, ritirare la procedura negoziata che aveva visto escluso Baradel e quindi cancellato il servizio nell’Isontino.
A offrire la via d’uscita un emendamento trasversale che alcuni consiglieri regionali di centrosinistra Moretti (Pd), Gratton (Misto eletto con Sel) e Paviotti (Cittadini), di Forza Italia Marin e del M5S Dal Zovo porteranno in aula a Trieste: non si attendono problemi nell’approvazione del provvedimento.

Si tratta di una modifica al capitolo relativo a Risorse agricole e forestali del disegno di legge in materia di programmazione e contabilità che propone innanzitutto di prorogare le convenzioni in atto per tutto il 2018. La procedura negoziata che ha visto escluso Baradel per un errore formale e vincitrice l’offerta presentata dall’Enpa di Trieste per il territorio Isontino, l’unico gestore a essersi fatto avanti per un territorio non di competenza, pare quindi del tutto accantonata.
L’emendamento mette però anche le mani avanti per il futuro, ponendo dei precisi paletti a un futuro affidamento del servizio. Si tratta di quelli richiesti da tutte le associazioni ambientaliste e animaliste, oltre che dagli Ordini dei veterinari del Friuli Venezia Giulia, che avevano puntato il dito contro la scelta della Regione di indire una procedura basata solo sul criterio del massimo ribasso e non sulla territorialità, oltre che qualità, del servizio. Un eventuale nuova procedura di assegnazione della gestione dovrà quindi tenere conto innanzitutto dell’«esigenza di garantire la presenza di almeno un centro di recupero entro il perimetro di ciascuno delle soppresse province o loro sub-articolazioni».
Niente più bandi, quindi, che spalanchino inoltre le porte all’eventualità del trasferimento degli animali non liberati in natura nella sede del nuovo gestore, come sarebbe potuto accadere a fine anno se non ci fosse stata una marcia indietro.

(Fonte: Il Piccolo)

FNOVI!
iscriviti alla newsletter di