Camera - in commissione XII sottosegretario Salute Bartolazzi risponde a 5S su metodi alternativi a sperimentazione su animali per la ricerca: prevista l'attivazione di un gruppo di lavoro con esperti del settore
Camera - in commissione XII sottosegretario Salute Bartolazzi risponde a 5S su metodi alternativi a sperimentazione su animali per la ricerca: prevista l'attivazione di un gruppo di lavoro con esperti del settore

Il ministero della Salute sta lavorando all'istituzione un nuovo gruppo di lavoro per i metodi alternativi all'uso di animali nelle attività di ricerca scientifica, attualmente in via di definizione, composto da rappresentanti del ministero, dell'Istituto superiore di sanità, del Centro di referenza nazionale per i metodi alternativi, il benessere e la cura degli animali da laboratorio di Brescia, dalla Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI) ed Enti di ricerca pubblici e privati. Questa la rassicurazione fornita dal sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi ieri in commissione Affari sociali della Camera in risposta all'interrogazione di Doriana Sarli (M5S), che chiedeva al governo di adottare iniziative per avviare un confronto con gli ordini professionali medici e veterinari, con gli esperti del settore, con la comunità scientifica, con le associazioni di tutela degli animali per individuare metodi alternativi alla ricerca sanitaria che non prevedano l'uso di animali.
L'atto rendeva noto che nel nostro Paese, nel 2016, risultavano utilizzati nella sperimentazione più di 600mila animali. Gli esperimenti hanno coinvolto, con diverso numero di utilizzo, varie specie di animali, come cani, conigli, criceti, macachi, topi. Faceva presente poi che, "per legge, il ricorso agli animali dovrebbe essere l'ultima via di sperimentazione attuabile e solo se non siano disponibili metodi alternativi". Il sottosegretario, in sede di risposta, ha ricordato che, in ambito europeo, i metodi alternativi all'impiego di animali nella ricerca scientifica devono essere preventivamente validati dallo European Center for the Validation of Alternative Methods, secondo una procedura particolarmente complessa, concordata dagli Stati membri, che ha una durata di circa 10 anni. Nessuno Stato appartenente all'Unione europea può, dunque, secondo quanto riportato da Bartolazzi, impiegare metodi alternativi senza questa validazione.
Il ministero, ha voluto sottolineare il sottosegretario, in sede di valutazione dei progetti di ricerca presentati dagli Enti di ricerca pubblici e privati, garantisce la rigorosa applicazione dei principi previsti dalla Direttiva 2010/63/UE nel settore della protezione degli animali utilizzati a fini scientifici e ha attivato un Tavolo tecnico in materia.
Il gruppo di lavoro va dunque ad ampliare il tavolo già istituito, e verrà affiancato, ha assicurato Bartolazzi, da esperti in sperimentazione animale, metodi alternativi alla sperimentazione animale, bioetica e materie giuridiche; l'obiettivo del gruppo sarà quello di garantire la piena trasparenza nell'impiego di animali nella ricerca scientifica con particolare riferimento alla tipologia degli animali impiegati, alle condizioni di trattamento, alle finalità delle ricerche e ai risultati ottenuti sulla base delle medesime ricerche.
La deputata Sarli si è dichiarata soddisfatta della risposta, evidenziando però la necessità di prevedere adeguati finanziamenti in relazione agli obiettivi che si intendono perseguire.