ADDIO A BEPPE DI GIULIO

22/02/2023
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Il vuoto che ha lasciato Beppe Di Giulio è grande almeno quanto lo è stato il suo cuore. Il nostro pensiero va ai figli che già hanno perso la loro madre nove anni fa e alla famiglia ma anche alla comunità Maasai della quale era stato nominato Capo tradizionale onorario e portavoce internazionale della comunità. Beppe nel 2014 aveva ricevuto il premio Il peso delle cose  e chi era in sala ad ascoltarlo non avrà certo dimenticato cosa ha raccontato. A ottobre 2016, nell’ambito di una serie di incontri in Europa, abbiamo avuto l’onore di ospitare una delegazione Maasai e la locandina riportava una domanda che oggi è ancora più drammatica. “I Maasai sopravviveranno?”

Beppe e sua moglie Lieve hanno contributo a far conoscere agli allevatori un efficace vaccino  contro la East Coast Fever ed a farlo utilizzare, motivo per cui la comunità Maasai considera Lieve una delle sue divinità.
Infatti, dicono
“gli dèi ci hanno dato il vaccino, e solo gli dèi possono portarcelo via”. Lieve ha continuato a far sì che nessuno togliesse il vaccino ai Masai e ha lasciato a me il compito di proseguire il suo lavoro. Ringrazio Lieve per essere stata moglie, mamma e collega. Solo lei mi avrebbe potuto sposare." Così Beppe scriveva pochi giorni dopo la morte della moglie

Ora noi che ora siamo rimasti orfani della sua energia, della sua determinazione a salvare un popolo attraverso la prevenzione di una malattia degli animali sui quali di fonda la vita dei Maasai, noi che oltre ad essere suoi amici, facciamo parte di una comunità medico scientifica forse possiamo colmare almeno una parte di quel vuoto che sentiamo proseguendo, ognuno nelle proprie capacità,  la battaglia di Beppe e di Lieve.

Vogliamo salutare Beppe con una frase di Thich Nhat Hanh ricordando il suo sorriso: “Domani, continuerò ad essere. Ma dovrai essere molto attento per vedermi. Sarò un fiore o una foglia. Sarò in quelle forme e ti manderò un saluto. Se sarai abbastanza consapevole, mi riconoscerai, e potrai sorridermi. Ne sarò molto felice.”

Fonte: 
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