Violenza contro i medici veterinari: conoscere il fenomeno per fermarlo
Violenza contro i medici veterinari: conoscere il fenomeno per fermarlo

Negli ultimi anni il tema della violenza nei confronti dei medici veterinari è emerso con sempre maggiore chiarezza, rivelando un fenomeno tutt’altro che sporadico. Non si tratta solo di episodi estremi, ma di una gamma ampia di comportamenti aggressivi che vanno dalle minacce verbali alle intimidazioni, fino ad arrivare a forme più subdole ma altrettanto impattanti di violenza digitale. Il medico veterinario opera in contesti delicati, dove entrano in gioco componenti emotive, economiche e affettive molto forti.
Il rapporto con il proprietario dell’animale, la gestione di situazioni cliniche critiche, le decisioni sanitarie complesse e i controlli ufficiali sul territorio possono generare tensioni che, in alcuni casi, sfociano in aggressioni verbali o comportamenti ostili. Le rilevazioni raccolte dall’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli episodi di violenza nei confronti dei medici veterinari (ONSEPs) hanno messo in luce come molti professionisti abbiano vissuto episodi di insulti e minacce durante l’attività clinica o ispettiva, pressioni indebite legate a certificazioni o adempimenti sanitari e forme di delegittimazione professionale pubblica.
Si tratta di eventi che non lasciano solo un segno emotivo, ma incidono sul benessere lavorativo, sulla serenità personale e, a lungo termine, anche sulla qualità dell’esercizio professionale. Accanto agli episodi in presenza, sta crescendo anche l’attenzione verso le aggressioni che si sviluppano negli spazi digitali. Commenti diffamatori, campagne denigratorie sui social, recensioni strumentali, esposizione pubblica di dati personali o accuse infondate diffuse sul web rappresentano oggi una delle principali fonti di stress e vulnerabilità per i medici veterinari.
La violenza digitale ha caratteristiche particolarmente insidiose perché è potenzialmente permanente, raggiunge un pubblico molto ampio, può amplificarsi rapidamente e spesso lascia il professionista in una condizione di isolamento. Proprio per questo è fondamentale continuare a raccogliere dati aggiornati e concreti. È attualmente attiva la rilevazione promossa da ONSEPs sugli episodi di violenza subiti dai medici veterinari: la partecipazione di tutti è essenziale per fotografare in modo realistico il fenomeno e rafforzare le azioni di tutela e prevenzione. Ogni segnalazione contribuisce a dare peso istituzionale al problema e a costruire strumenti di protezione più efficaci per la categoria. Parallelamente, FNOVI sta lavorando a un ulteriore questionario specificamente dedicato alla violenza digitale, che sarà reso disponibile a breve. Anche questa iniziativa rappresenterà un passaggio importante per comprendere meglio le dinamiche delle aggressioni online e individuare strategie di supporto adeguate.
Parlare di violenza non significa mostrare debolezza, ma riconoscere un rischio professionale reale. Rendere visibile ciò che troppo spesso resta sommerso è il primo passo per costruire una cultura del rispetto verso il ruolo sanitario, sociale e istituzionale dei medici veterinari.