Violenza sui medici veterinari: quasi un professionista su due è vittima di aggressioni

FNOVI conferma quanto il fenomeno non sia episodico ed evidenzia la necessità di affrontarlo con strumenti adeguati di prevenzione e tutela
12/03/2026
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In occasione della Giornata nazionale di prevenzione contro la violenza sugli operatori sanitari, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani (FNOVI) ha diffuso dati allarmanti che dipingono una realtà tutt’altro che isolata. Non si tratta di episodi sporadici, ma di un disagio strutturale che colpisce duramente la categoria.

Secondo una recente consultazione promossa dalla Federazione per l'Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie e socio-sanitarie – relazione attività anno 2025 il quadro è netto: il 47,7% è la percentuale dei medici veterinari che ha subìto almeno un’aggressione negli ultimi 12 mesi. Tra le Regioni più interessate dal fenomeno la Lombardia è in testa, seguita da Toscana, Lazio ed Emilia-Romagna. Il fenomeno della violenza nel settore veterinario è multiforme.

Le aggressioni scattano spesso nei momenti di forte coinvolgimento emotivo legati alla cura dell'animale o durante le emergenze nelle cliniche private. Tuttavia, il rischio è elevato anche nei controlli ufficiali, dove il medico veterinario opera come pubblico ufficiale per garantire la sicurezza alimentare e la salute collettiva. "Ogni aggressione non colpisce solo il singolo: indebolisce il rapporto di fiducia e compromette la qualità dell'assistenza per tutta la comunità" dichiara FNOVI sui propri canali social.

La Federazione ribadisce che la tutela della salute animale è un pilastro della salute pubblica e richiede strumenti di prevenzione adeguati. Il messaggio finale è un appello alla società civile: per costruire un sistema sanitario sicuro e forte, non servono solo leggi, ma una cultura fondata sul rispetto del lavoro professionale.

L’intervento completo è consultabile su www.quotidianosanita.it

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