Medicina veterinaria e protezione civile: binomio fondamentale

28/04/2026
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Presso la sede romana della protezione civile ne abbiamo avuto la conferma: la sicurezza della popolazione passa per la medicina veterinaria. I proprietari di animali d’affezione e da reddito non possono e non vogliono allontanarsi dalle zone colpite da calamità naturali e situazioni di pericolo, senza i loro animali. I medici veterinari sono garanti e parte attiva nel recupero, accoglienza e gestione degli animali coinvolti, in collaborazione con le forze dell’ordine e i volontari soccorritori. Le emergenze devono essere affrontate in maniera preventiva con il coinvolgimento di tutti gli attori, così come accaduto nella stesura delle linee guida “Indicazioni operative concernenti le attività di protezione civile in materia di soccorso e assistenza degli animali” svolta in collaborazione con Ministero della Salute e dell’Agricoltura, Regioni e associazioni di volontariato, anche di protezione degli animali.

Per affrontare le emergenze non epidemiche bisogna avere una conoscenza del territorio: le Banche Dati in uso ai servizi veterinari permettono di sapere in tempo reale la consistenza del patrimonio zootecnico, degli animali d’affezione, degli impianti di produzione di prodotti di origine animale e dei professionisti che lavorano quotidianamente con gli animali e che sanno come gestirli. L’emergenza si prepara in tempi di pace con la predisposizione di strutture idonee ad accogliere gli animali, oltre a trasportini e recinti per i piccoli animali, sono indispensabili stalle e ricoveri per gli animali da reddito, perché salvare le produzioni e la produttività aiuta il territorio colpito a riprendere la normalità. Progettare le strutture, predisporre i capitolati per gli acquisti di strutture fluide che possano essere movimentate e impiantate rapidamente, garantisco il futuro della zona colpita.
L’esempio emiliano romagnolo della protezione civile nel corso delle calamità naturali – terremoto 2012 e alluvione 2023- è capo fila, coinvolgendo le associazioni degli allevatori nella predisposizione di piani di evacuazione dettagliati, realistici e collaudati per i propri animali, eseguendo anche esercitazioni programmate, nella speranza di non doverle mai praticare.
La conoscenza del territorio è il primo passo, gli 800.000 volontari italiani, conoscono le esigenze e peculiarità locali, i medici veterinari tutti garantiscono il soccorso e il benessere degli animali, ruolo unico e peculiare, condiviso dalla Protezione Civile.

Fonte: 
FNOVI
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