FNOVI replica alle dichiarazioni di Blasi sul Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA) e sul ruolo della professione veterinaria
FNOVI replica alle dichiarazioni di Blasi sul Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA) e sul ruolo della professione veterinaria

In merito alle affermazioni di Giuseppe BLASI, Capo Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale del Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, come recentemente riportate sulla stampa di settore (Professione Veterinaria n. 15/2026), riguardanti lo stato dell'arte del SQNBA e il ruolo della professione medico-veterinaria nei processi di certificazione, si rende necessario ristabilire la realtà dei fatti e della normativa vigente, respingendo con fermezza argomentazioni tanto infondate quanto lesive della dignità di un’intera categoria professionale. Sostenere che la presenza del medico veterinario sia “meno importante nella parte della certificazione” o “non particolarmente qualificante” all’interno di un organismo terzo tradisce una grave lacuna nella comprensione dei meccanismi di auditing nel settore del benessere animale. Il benessere animale non è un mero adempimento burocratico o una check-list amministrativa che chiunque può spuntare; è una materia complessa che richiede competenze cliniche, etologiche e sanitarie che solo il medico veterinario possiede.
Una certificazione di benessere animale priva della valutazione tecnica e indipendente del medico veterinario perderebbe qualsiasi credibilità scientifica e internazionale, riducendosi a un'operazione di facciata.
Attribuire le tre proroghe dei tempi di certificazione a una presunta “carenza di medici veterinari” è una narrazione di comodo che ribalta la realtà.
I nostri dati e le nostre evidenze dimostrano l’esatto contrario. Sono numerosi i medici veterinari qualificati che hanno avanzato formale richiesta di collaborazione agli Enti di certificazione e che si sono visti respingere o rigettare la domanda
Non vi è dunque alcuna carenza di organico o indisponibilità da parte dei professionisti; vi è, piuttosto, un corto circuito selettivo e strutturale da parte degli Enti, che da un lato lamentano una carenza di figure e dall'altro respingono le competenze offerte. I ritardi del sistema SQNBA sono figli di complessità strutturali, incertezze applicative e lungaggini burocratiche ministeriali e procedurali che nulla hanno a che fare con la disponibilità dei professionisti. I medici veterinari hanno sempre risposto con prontezza, nonostante un quadro normativo spesso frammentato e privo di linee guida appropriate.
Definire la consulenza veterinaria negli allevamenti come un “mercato moribondo felicemente ricreato” è un’offesa al lavoro quotidiano di migliaia di professionisti che, da decenni, garantiscono la tenuta del patrimonio zootecnico italiano, la salute pubblica e la biosicurezza. La consulenza non è un business speculativo nato negli ultimi tre anni, ma il pilastro dell’approccio europeo One Health, che lega indissolubilmente la salute umana a quella animale e ambientale.
La critica mossa al sistema accademico e alla scelta dei giovani laureati di dedicarsi agli animali da compagnia è poi ingenerosa. Le università italiane formano professionisti eccellenti, riconosciuti a livello internazionale.
Se oggi si registra una disaffezione dei giovani verso il settore della zootecnia e degli animali da reddito, la responsabilità non è degli atenei o dei laureati, ma delle condizioni di lavoro, della mancanza di tutele, dei compensi spesso non dignitosi e, non ultimo, di un clima di costante svalutazione della figura del medico veterinario, di cui le dichiarazioni in oggetto sono un triste esempio.
L’auspicio espresso di “chiudere il dialogo con gli amici veterinari” tradisce una visione profondamente distorta e anacronistica della sanità animale e della sicurezza alimentare.
Il dialogo istituzionale e tecnico con i medici veterinari non è una concessione né un tavolo di cortesia da poter liquidare a piacimento: è un prerequisito scientifico e normativo imprescindibile.
Non ci sono ragioni per sostituire una attività medica con profili tecnici ed il Ministero e gli organismi di certificazione terzi non possono prescindere dalla figura del medico veterinario se vogliono che il SQNBA sia un marchio serio, autorevole e spendibile sul mercato.
FNOVI invita pertanto a ritrovare il binario del rispetto istituzionale e della correttezza tecnica. La professione veterinaria continuerà a tutelare la salute pubblica e il benessere animale in ogni sede, respingendo qualsiasi tentativo di dequalificazione o di esclusione dai processi decisionali e di controllo che la legge e la scienza le affidano.
(“Se torturi i dati abbastanza a lungo, ti confesseranno qualsiasi cosa” – Ronald Coase - economista premio Nobel)