La Commissione deferisce la Francia alla Corte di giustizia dell'Unione europea per le restrizioni imposte alle società veterinarie e ai singoli professionisti
La Commissione deferisce la Francia alla Corte di giustizia dell'Unione europea per le restrizioni imposte alle società veterinarie e ai singoli professionisti

Dal sito istituzionale apprendiamo che La Commissione Europea ha deciso di deferire la Francia alla Corte di giustizia dell'Unione europea per le restrizioni imposte alle società veterinarie e ai veterinari che violano il diritto dell'UE ritienendo che le norme francesi che impongono alla maggioranza degli azionisti di esercitare la professione veterinaria all'interno dell'azienda e che impongono agli azionisti veterinari (o ai veterinari che operano come persone fisiche) di essere presenti in ogni stabilimento almeno a tempo parziale, creino ostacoli ingiustificati allo stabilimento di professionisti veterinari contrari al diritto dell'UE.
L'evoluzione della procedura di infrazione rende evidente che per la Commissione la libertà di fare affari è ritenuta più importante della libertà intellettuale e della tutela della salute pubblica.
Le motivazioni della Commissione
Le norme francesi richiedono che la maggioranza delle azioni delle aziende veterinarie sia detenuta da medici veterinari praticanti all'interno dell'azienda e che gli azionisti veterinari siano presenti in ogni stabilimento di proprietà della società almeno a tempo parziale. Insieme, questi requisiti limitano efficacemente il numero di stabilimenti che un veterinario o un'azienda veterinaria possono operare e limitano il modo in cui i veterinari possono organizzare il loro lavoro e l'azienda. Inoltre, sebbene il diritto nazionale consenta in generale la libera prestazione di servizi, la Francia impedisce ai veterinari stabiliti in altri Stati membri di prestare servizi temporanei e occasionali in Francia. La Commissione ritiene inoltre che la Francia impedisca ai veterinari stabiliti in altri Stati membri di prestare servizi transfrontalieri temporanei e occasionali in Francia, ostacolando in tal modo la libera prestazione dei servizi garantita dal diritto dell'UE. La Commissione aveva precedentemente avviato una procedura di infrazione inviando alla Francia una lettera di costituzione in mora nell'aprile 2024, seguita da un parere motivato nel giugno 2025. Poiché ritiene che gli sforzi compiuti finora dalle autorità nazionali siano stati insufficienti, la Commissione deferisce la Francia alla Corte di giustizia dell'Unione europea a norma dell'articolo 2 58 TFUE. Contesto In linea con gli articoli 49 e 56 del TFUE e con la direttiva sui servizi, gli Stati membri devono garantire che i prestatori di servizi possano stabilirsi e offrire servizi a livello transfrontaliero senza essere soggetti a restrizioni ingiustificate o sproporzionate.
Le misure nazionali che ostacolano o rendono meno attraente l'esercizio delle libertà fondamentali devono essere giustificate da motivi imperativi di interesse generale e rispettare il principio di proporzionalità. Gli Stati membri possono imporre requisiti per proteggere la salute pubblica o prevenire le frodi, ma tali misure non devono eccedere quanto necessario per conseguire tali obiettivi.