Medicina Veterinaria: le donne sono la maggioranza, ma la rappresentanza al vertice resta un miraggio
Medicina Veterinaria: le donne sono la maggioranza, ma la rappresentanza al vertice resta un miraggio

Al 4 giugno 2026, la medicina veterinaria italiana è ufficialmente a maggioranza femminile: su 35.820 iscritti complessivi, le donne sono 18.725 (52,28%), superando gli uomini di 1.630 unità. La presenza femminile è ormai un elemento strutturale, ma questo primato numerico non si riflette ancora nei luoghi in cui si decide.
I dati sui ruoli apicali per il mandato 2025-2028 evidenziano un netto divario: su 100 Ordini provinciali, solo 18 hanno una Presidente donna (18%); nel Comitato Centrale FNOVI la quota si ferma a 2 donne su 15 componenti. Questo "soffitto di cristallo" ricalca l'intero sistema sanitario, dove le donne restano escluse dai vertici non per mancanza di competenze, ma per ostacoli legati alla conciliazione con la libera professione, ai carichi familiari e alle crescenti aggressioni e campagne d'odio online.
Partecipando con la Consigliera Daniela Mulas agli Stati Generali dei Comitati Pari Opportunità degli Ordini Forensi (Roma, 4 e 5 giugno 2026 presso l’Università Pontificia - Piazza Sant'Apollinare n. 49), FNOVI ha ribadito che la parità non è una concessione, ma una condizione di credibilità per l'intera categoria. Per questo, il sistema ordinistico si impegna a trasformare questa fotografia in un piano di lavoro concreto: mappatura stabile di genere, sostegno alla leadership, applicazione del principio "No Woman, No Panel" e tutela del welfare professionale. La sfida per il futuro è chiara: trasformare la presenza in reale cambiamento.