Benessere Animale: fronte comune dei medici veterinari contro l'ingresso di profili non abilitati nella Certificazione SQNBA

FNOVI, ANMVI e SIVeMP bocciano la proposta ministeriale notificata a Bruxelles e minacciano vie legali a tutela della professione e dei cittadini
16/06/2026
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Il fronte comune della veterinaria italiana, rappresentato da FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani), ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) e SIVeMP (Sindacato Italiano Veterinari Medicina Pubblica), ha avviato una dura iniziativa congiunta per ribadire un fermo e inderogabile "no" all'ingresso di valutatori non veterinari nella produzione primaria e, nello specifico, nei meccanismi di certificazione del Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA).

La mobilitazione è scaturita dalla scoperta di una proposta di "Testo coordinato sulla disciplina del Sistema di qualità nazionale per il benessere animale", notificata dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste alla Commissione Europea nell'ambito della procedura "2026/0075/IT - C60A - Etichettatura". L'iter unionale, aperto il 16 febbraio 2026, si è concluso il 22 aprile 2026 con l'espressione di motivate obiezioni da parte di Bruxelles e la conseguente informativa alle Commissioni parlamentari competenti.

Ciò che desta profonda preoccupazione sono i contenuti sostanziali della bozza e le modalità con cui il provvedimento è stato gestito. Le rappresentanze veterinarie denunciano come il testo - mai pubblicato a livello nazionale - sia stato tenuto celato alle parti sociali, escludendo qualsiasi forma di consultazione preventiva o informativa, nonostante le ripetute e inevase sollecitazioni a mantenere aperto un canale di dialogo. Mentre il testo coordinato è emerso pubblicamente solo grazie alla trasparenza delle piattaforme europee, fonti di settore rivelano che un analogo provvedimento interministeriale, recante modifiche altrettanto rilevanti in materia di SQNBA, sarebbe già in via di trasmissione alla Conferenza Stato-Regioni. Una condotta definita dalle sigle come una reiterata evidenza di "trascuratezza istituzionale" verso la professione e verso il sistema ordinistico che opera in qualità di soggetto sussidiario dello Stato.

"Ognuno deve fare ciò che è capace di fare, se legittimato in questo da percorsi di studi e garanzie di sistema che trovano negli Ordini la garanzia costituzionale verso i cittadini. In diverso caso una eventuale violazione dell’ordinamento professionale non potrà che comportare l’avvio di ogni percorso legale consentito" si legge nella nota a firma congiunta trasmessa alle competenti Autorità.

Nel merito delle competenze del personale impiegato dagli Organismi di Certificazione (OdC), la nota congiunta smonta categoricamente l'asserita carenza di organico: i dati storici del 2025 dimostrano che il 100% dei richiedenti ha ricevuto regolarmente la verifica da parte di medici veterinari, azzerando l'argomentazione di una presunta indisponibilità di professionisti sul mercato.

I vertici di FNOVI, ANMVI e SIVeMP chiariscono in modo netto il perimetro d'azione dei diversi profili all'interno degli allevamenti, tracciando una linea invalicabile a tutela della sanità pubblica: a. le fasi cruciali di valutazione, riesame e decisione relative alla salute, alla biosicurezza e al benessere degli animali rimangono prerogative esclusive della sanità veterinaria; b. il personale tecnico non veterinario potrà concorrere alle valutazioni degli Organismi di Certificazione, ma il suo raggio d'azione dovrà limitarsi esclusivamente agli aspetti strutturali e ambientali del sistema, senza alcuna sovrapposizione con i compiti diagnostici o di monitoraggio etologico.

I firmatari della nota concludono lanciando un ultimo, chiaro avvertimento alle istituzioni. L'ordinamento professionale costituisce un baluardo a tutela costituzionale dei cittadini. Qualora l'esecutivo decidesse di procedere unilateralmente, violando le prerogative legali dei medici veterinari, le tre sigle attiveranno immediatamente ogni percorso giudiziario e legale consentito.

Restano tuttavia fermi l'auspicio e la disponibilità per un'interlocuzione urgente con i dicasteri competenti. L'obiettivo comune deve essere il raggiungimento di un Sistema SQNBA pienamente concertato, trasparente e credibile, a salvaguardia dell'intera filiera agroalimentare italiana.

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