Veterinari al confine del mondo: la FVE a Rovaniemi

24/06/2026
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Sessantasei gradi nord, oltre il Circolo Polare Artico, a pochi chilometri dal confine con la Russia: non è un dettaglio geografico casuale che la Federation of Veterinarians of Europe abbia scelto Rovaniemi, in Lapponia, per la General Assembly di giugno 2026. In un'area presidiata da circa 25.000 unità NATO, la sessione sulle minacce biologiche ha ricordato ai presenti qualcosa che la formazione universitaria spesso sottovaluta: le competenze veterinarie sono competenze di sicurezza nazionale.

La sorveglianza epidemiologica, la gestione delle zoonosi, l'ispezione alimentare sono — in determinati scenari — la prima linea di difesa contro attacchi deliberati o emergenze biologiche. Persino contrastare la disinformazione alimentare è ormai parte del mandato professionale. Accanto ai temi di sicurezza, i dati della VetSurvey 2026 hanno disegnato una professione in tensione.

Il reddito mediano dei veterinari italiani si attesta sui 36.000 euro annui, contro una media europea di 52.000. Il livello di stress medio in Italia è 6,7 su 10 e il 32% dei colleghi ha preso una pausa per ragioni di salute mentale negli ultimi tre anni. L'indagine IVSA ha confermato che i giovani laureati mettono in cima alle priorità la libera professione nel settore pet — ma quello che succede dopo dipende dal mercato. Dove la remunerazione non compensa lo stress, i professionisti migrano verso la sanità pubblica; dove è competitiva, è il settore pubblico a perdere risorse. La distribuzione della professione segue il denaro, non le intenzioni.

Per l'Italia erano presenti Giovanni Guadagnini, Luigi Zumbo, Massenzio Fornasier e Andrea Gazzetta. Da Rovaniemi tornano con un accordo concreto: Italia, Spagna, Portogallo e Grecia si presenteranno alla prossima assemblea di Bruxelles — novembre 2026 — con una posizione coordinata sui dossier di interesse mediterraneo. Non chi parla più forte, ma chi arriva più preparato.

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