Scuole di specializzazione di area veterinaria: il decreto MUR accoglie una proposta essenziale sostenuta da FNOVI
Scuole di specializzazione di area veterinaria: il decreto MUR accoglie una proposta essenziale sostenuta da FNOVI

FNOVI prende atto della firma del Decreto MUR n. 987 del 31 luglio 2026, relativo alla ripartizione delle borse per le Scuole di specializzazione di area sanitaria riservate ai laureati non medici per l’anno accademico 2025/2026. Il provvedimento consente di uscire da una fase critica di stallo, che ha inciso pesantemente sulla programmazione delle Scuole e sulle aspettative dei candidati.
Per l’area veterinaria, tuttavia, il numero delle borse disponibili resta quantitativamente limitato rispetto alla distribuzione delle Scuole sul territorio nazionale e al fabbisogno di competenze specialistiche richieste dal sistema sanitario, dagli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, dalle Aziende sanitarie e dagli ambiti della prevenzione.
Per questa ragione, FNOVI ritiene che il Decreto rappresenti un passaggio necessario, ma non ancora sufficiente. La criticità principale resta la costruzione di una programmazione stabile, tempestiva e coerente con i fabbisogni reali della professione medico-veterinaria e del Servizio sanitario nazionale.
Per l’anno accademico 2025/2026 il decreto assegna 1.520 borse di formazione specialistica finanziate con risorse statali, distribuite tra le Scuole di specializzazione di area sanitaria non medica. La ripartizione è effettuata sulla base del contingente globale di specialisti da formare, della capacità ricettiva comunicata dagli Atenei e, in forma residua, del fabbisogno regionale.
Particolare rilievo assume l’articolo 2 del Decreto, che apre alla possibilità per Regioni, enti pubblici e soggetti privati di finanziare ulteriori borse, sempre nei limiti della capacità ricettiva delle singole Scuole.
Ancora più significativo è il comma 2 dello stesso articolo, che consente agli Atenei di immatricolare candidati idonei senza borsa di studio, in aggiunta al numero delle borse ministeriali assegnate o di quelle eventualmente acquisite, su base volontaria dei singoli specializzandi.
Si tratta di un punto essenziale, che FNOVI ha sostenuto con forza nelle interlocuzioni istituzionali e nei documenti trasmessi ai Ministeri competenti. Limitare l’accesso alle Scuole ai soli beneficiari di borsa avrebbe determinato una grave compressione del diritto alla formazione post-laurea e avrebbe rischiato di compromettere la continuità stessa di alcuni percorsi specialistici.
La previsione proposta da FNOVI e introdotta dal Decreto consente invece di salvaguardare il diritto alla formazione, valorizzare le graduatorie degli idonei e garantire anche ai professionisti già inseriti nel mondo del lavoro la possibilità di proseguire il proprio percorso di qualificazione specialistica. Consente inoltre alle Scuole di non essere svuotate da una programmazione fondata esclusivamente sul numero delle borse disponibili.
FNOVI sottolinea che la formazione specialistica veterinaria non può essere considerata un tema residuale. Essa è strategica per la sanità pubblica veterinaria, la sicurezza alimentare, la sanità animale, il controllo delle zoonosi, il benessere animale, la diagnostica, la ricerca applicata, la prevenzione e la capacità del Paese di rispondere alle emergenze sanitarie in una prospettiva One Health.
Occorre ora proseguire il confronto con il Ministero dell’Università e della Ricerca, il Ministero della Salute, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, le Regioni, gli Atenei, le ASL e gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali per definire un modello più stabile e adeguato: più coerente nei tempi, più aderente ai fabbisogni, più sostenibile sul piano economico e capace di valorizzare anche i percorsi dei professionisti già in servizio, allargato ai settori professionali relativi alla clinica, tipici dell’attività privata.
FNOVI continuerà a seguire l’attuazione del decreto e a promuovere ogni iniziativa utile affinché la formazione specialistica veterinaria sia realmente accessibile, programmata e riconosciuta come investimento strategico per la sanità pubblica e per la sicurezza del Paese.
La formazione specialistica veterinaria non è un interesse di categoria: è un investimento per la sanità pubblica, per la prevenzione e per la sicurezza del Paese.