Norma su SQNBA e DG GROW - OPINIONE di FNOVI, ANMVI E SIVeMP

04/09/2026
.

Sulla piattaforma TRIS - prevista dalla direttiva (UE) 2015/1535 sulla trasparenza del mercato unico (SMTD) che mira a prevenire l’emergere di barriere nel mercato interno prima che si concretizzino - è visibile il commento di Fnovi redatto congiuntamente a ANMVI e SIVeMP sul sistema Sistema di qualità nazionale per il benessere animale - SQNBA. 

Le rappresentaze ordinistiche, professionali e sindacali affermano con decisione che le materie sanitarie sono e devono essere di competenza dei medici veterinari. Gli Ordini professionali hanno il dovere di garantire ai cittadini professionalità ed etica; ciò appare in insanabile contrasto con una visione che affida al mercato, in via esclusiva, l’arbitrio della qualità di una prestazione. La certificazione deve essere fondata sulla piena consapevolezza delle responsabilità etico-giuridiche e deontologiche che ne derivano. Se i profili tecnici possono concorrere alle valutazioni di sistema limitatamente ai parametri ambientali, non possono in alcun modo essere coinvolti in attività che prevedono il rilevamento di problematiche riguardanti la salute, il farmaco, la biosicurezza - elementi necessari a certificare il benessere animale -  materie del tutto estranee al loro percorso formativo.

La suddetta regola tecnica – qualora non respinta dalla Commissione - dovrebbe essere modificata nella parte in cui definisce i requisiti professionali per la valutazione in produzione primaria. In altri termini, la regola tecnica dovrebbe affidare unicamente a profili professionali con laurea in medicina veterinaria la valutazione delle aree dei disciplinari di qualità riferite a: salute e benessere animale, uso dei medicinali/antibiotici, biosicurezza degli allevamenti.
Tale modifica consentirebbe di ricomporre il quadro giuridico violato, segnatamente in tutti i riferimenti normativi citati nel presente contributo e di ripristinare le garanzie di rigore che sono alla base di ogni certificazione di qualità e della fiducia dei consumatori, requisiti che, a nostro avviso, difettano nella regola tecnica in oggetto.


Di fatto l’Italia introdurrebbe sul mercato unionale una certificazione di qualità (regola tecnica) basata su presupposti non coerenti  con il diritto dell’Unione. 

Fonte: 
FNOVI
FNOVI!
iscriviti alla newsletter di