Intelligenza artificiale ed ECM: nuove competenze per la medicina veterinaria
Intelligenza artificiale ed ECM: nuove competenze per la medicina veterinaria

Dal 23 ottobre 2026 entrerà in vigore il decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, che adegua la normativa italiana al regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act). Il provvedimento introduce nuovi controlli, sanzioni e disposizioni per garantire un utilizzo responsabile dell’IA. Tra le novità di interesse per i medici veterinari, l’introduzione di percorsi dedicati all’intelligenza artificiale nell’Educazione continua in medicina.
Tra le principali novità per la sanità, l’articolo 51 prevede una formazione che comprenda aspetti tecnici, giuridici e deontologici, dalle potenzialità e dai limiti dei sistemi alle responsabilità professionali. La Commissione nazionale per la formazione continua dovrà definire, entro sei mesi dall’entrata in vigore, la percentuale dell’obbligo formativo individuale triennale da destinare a questi percorsi. Il decreto non stabilisce quindi già un numero di crediti ECM da conseguire.
Per la medicina veterinaria, questa previsione rappresenta un’occasione per andare oltre il semplice adempimento: la formazione dovrebbe consentire di valutare l’affidabilità degli strumenti, riconoscere risultati inattendibili, proteggere i dati e mantenere un controllo effettivo sulle decisioni. Saper utilizzare un sistema non equivale, infatti, a saperne valutare criticamente le risposte.
Sono temi coerenti con gli obiettivi del GDL FNOVI «Nuove tecnologie ed IA», che comprendono l’integrazione dell’IA nella formazione, l’uso etico e professionale delle tecnologie, la validazione delle applicazioni e la gestione dei dati.
La prospettiva da perseguire è un’innovazione fondata sulle evidenze e sulle esigenze della professione, dalla clinica alla sicurezza alimentare, fino alla sorveglianza e alla prevenzione in ottica One Health. Servono competenze accessibili, formazione indipendente e strumenti adeguatamente verificati nei contesti veterinari. L’intelligenza artificiale deve rafforzare le capacità del medico veterinario, non sostituirne il giudizio: la responsabilità professionale non può essere delegata o trasferita a un sistema automatizzato.
(Fonte: quotidianosanita.it)