Sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria: nuove Linee guida per il funzionamento dei controlli ufficiali
Sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria: nuove Linee guida per il funzionamento dei controlli ufficiali

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 240 del 15 ottobre 2026 l’Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 10 settembre 2026, relativo alle “Linee guida per il funzionamento ed il miglioramento delle attività ufficiali da parte delle autorità sanitarie competenti in materia di sicurezza degli alimenti e sanità pubblica veterinaria” (Repertorio atti n. 134/CSR).
Il provvedimento aggiorna il quadro di riferimento definito dall’Accordo del 7 febbraio 2013, in coerenza con il Regolamento (UE) 2017/625 sui controlli ufficiali e con il decreto legislativo n. 27/2021. L’obiettivo è rafforzare l’efficacia del sistema pubblico dei controlli, promuovendo criteri organizzativi più omogenei sul territorio nazionale e una maggiore capacità di programmazione, verifica e miglioramento delle attività.
Uno degli elementi centrali delle Linee guida è il rafforzamento dell’approccio basato sul rischio nella pianificazione dei controlli ufficiali e delle altre attività ufficiali. La programmazione dovrà tenere conto, tra gli altri fattori, dei rischi associati agli operatori e agli stabilimenti, degli esiti dei controlli precedenti, delle non conformità rilevate, delle caratteristiche territoriali e produttive e delle risorse disponibili. È inoltre prevista una maggiore attenzione alla registrazione delle attività, al monitoraggio dei risultati e alla revisione della programmazione, per rendere i controlli più coerenti con i rischi effettivi e con gli obiettivi di tutela della salute pubblica.
Le Linee guida attribuiscono particolare rilievo alla disponibilità di personale quantitativamente e qualitativamente adeguato alle funzioni assegnate, alla formazione continua, all’addestramento e alla qualificazione professionale. Vengono valorizzate anche l’adeguatezza delle strutture e delle attrezzature, la disponibilità delle risorse necessarie e la definizione chiara di ruoli e responsabilità. Un aspetto significativo riguarda la metodologia proposta per valutare il fabbisogno di personale delle Autorità competenti regionali. I criteri considerano, tra gli altri elementi, le competenze istituzionali, la gestione delle emergenze, gli operatori riconosciuti, le attività connesse alle esportazioni, il sistema iRASFF e gli audit regionali. La metodologia costituisce un riferimento per la programmazione dei fabbisogni e non comporta l’imposizione immediata di dotazioni organiche identiche per tutte le Regioni.
Il documento rafforza anche il sistema di audit e gli strumenti per verificare l’efficacia e la coerenza dei controlli ufficiali. Sono disciplinate le diverse fasi del processo, dalla programmazione alla predisposizione dei rapporti, fino all’eventuale definizione di piani d’azione e alla verifica delle misure correttive. L’impostazione mira a superare una logica limitata alla rilevazione delle criticità, favorendo percorsi di miglioramento documentati e verificabili. Sono inoltre affrontati i temi della gestione delle non conformità, delle certificazioni ufficiali, dei reclami e dei ricorsi, della comunicazione al pubblico e del coordinamento nelle situazioni di crisi, emergenza e allerta.
L’Accordo prevede l’impegno delle Regioni e delle Province autonome a recepire le Linee guida attraverso propri provvedimenti. Il recepimento rileva anche ai fini della verifica dell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (LEA). La fase attuativa sarà quindi determinante per tradurre gli indirizzi nazionali in procedure, assetti organizzativi e scelte relative alle risorse professionali, nel rispetto delle specificità territoriali.
Per la professione medico-veterinaria, il provvedimento rappresenta un riferimento rilevante nell’ambito dell’organizzazione e della qualità delle attività ufficiali di sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare. La disponibilità di competenze adeguate, la chiarezza delle responsabilità e la programmazione fondata sul rischio sono elementi essenziali per un sistema di controlli efficace, trasparente e orientato alla tutela della salute pubblica.