Formazione, ricerca e responsabilità professionale al centro dell’intervento del vicepresidente FNOVI e coordinatore del Gruppo di lavoro.
Formazione, ricerca e responsabilità professionale al centro dell’intervento del vicepresidente FNOVI e coordinatore del Gruppo di lavoro.

Il 22 ottobre 2026, presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, a Legnaro, *Orlando Paciello, vicepresidente FNOVI e coordinatore del Gruppo di lavoro sulle nuove tecnologie e sull’intelligenza artificiale*, è intervenuto al corso ECM «Intelligenza artificiale. Questioni etiche e applicative in medicina veterinaria». La relazione, dal titolo «Innovazione tecnologica e IA in medicina veterinaria», ha illustrato l’impegno della Federazione per accompagnare i medici veterinari nell’utilizzo consapevole di queste tecnologie, collegando evidenze scientifiche, formazione e responsabilità professionale. Istituito nel 2024, il GDL riunisce competenze della professione e del mondo accademico, con l’obiettivo di esaminare le opportunità tecnologiche, valutare la letteratura scientifica e proporre iniziative formative. Paciello ha evidenziato le attività già svolte: dalla ricognizione degli strumenti per la diagnostica microscopica alla raccolta di pubblicazioni sulla diagnostica per immagini e sulla patologia digitale, fino agli approfondimenti sulla comunicazione al cliente e sulla responsabilità nell’impiego dell’IA.
Un risultato concreto è rappresentato dal percorso FAD realizzato nel 2025 dalla Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche in collaborazione con il Gruppo Intelligenza Artificiale FNOVI, dedicato alle prospettive e alle opportunità dell’IA in medicina veterinaria. Il contributo istituzionale è stato affiancato dall’esperienza di ricerca del relatore. Paciello ha presentato studi dei quali è coautore, pubblicati su The Veterinary Journal e Animals, riguardanti la classificazione istologica dei tumori testicolari del cane mediante deep learning e l’impiego sperimentale dell’IA generativa nell’analisi delle neoplasie cutanee canine. Queste esperienze hanno offerto esempi concreti per discutere potenzialità, errori e necessità di validazione, sottolineando il ruolo del medico veterinario nella verifica e nell’interpretazione dei risultati. Ampio spazio è stato dedicato all’AI Act e al quadro normativo italiano, con particolare riferimento alla legge n. 132/2025, alla centralità del lavoro intellettuale del professionista e alla chiarezza delle informazioni fornite al destinatario della prestazione.
È stato inoltre approfondito il decreto legislativo n. 179/2026, con entrata in vigore fissata al 23 ottobre, che prevede percorsi di formazione sull’IA nell’ambito ECM, comprendenti competenze tecniche, giuridiche e deontologiche. Tra le prospettive illustrate figurano lo sviluppo di percorsi formativi basati su casi reali, strumenti di orientamento per i colleghi e verifiche su casistiche indipendenti, valorizzando il contributo degli Istituti zooprofilattici.
Il messaggio dell’intervento è stato chiaro: l’innovazione va valutata attraverso il beneficio verificabile per la qualità delle decisioni professionali, la salute animale e la sanità pubblica. In questa direzione si colloca il lavoro del GDL FNOVI, a sostegno delle competenze e dell’autonomia dei medici veterinari.