FNOVI in audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera su Prevenzione veterinaria nei LEA: criticità e proposte operative nel quadro One Health
FNOVI in audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera su Prevenzione veterinaria nei LEA: criticità e proposte operative nel quadro One Health

Il tesoriere Fnovi Pierluigi Ugolini ha portato oggi alla XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati le considerazioni in tema di "Prevenzione veterinaria nei LEA: criticità e proposte operative nel quadro One Health" dettagliate nella memoria depositata. Il documento dopo un'analisi delle criticità strutturali, elenca proposte operative e conclude con alcune richieste.
FNOVI ritiene necessario attivare definitivamente la remunerazione delle borse di studio per le scuole di specializzazione dell’area sanitaria non medica, ivi compresa la medicina veterinaria; rinnovare l’offerta formativa, rendendola maggiormente aderente ai fabbisogni dell’attuale assetto organizzativo, anche agganciando i percorsi di tirocinio alle attività di pertinenza della sanità pubblica veterinaria, con tutoraggio obbligatorio presso servizi ed enti del SSN; assicurare la corretta attuazione dell’Accordo Stato-Regioni del 10 settembre 2025, che regola e definisce i compiti e le attribuzioni del Responsabile del servizio veterinario regionale e delle Province autonome di Trento e di Bolzano (RSV) e le modalità di funzionamento della rete veterinaria nazionale; garantire uniformità applicativa dei LEA afferenti alla sanità pubblica veterinaria, anche promuovendo un adeguato assetto minimo organizzativo coerente con la norma quadro nazionale di cui al D.Lgs. 502/1992 e s.m.i.; rafforzare il ruolo della prevenzione veterinaria anche in ambito urbano e sociale; valorizzare il riconoscimento della prevenzione veterinaria come asse strategico del SSN, percorso avviato anche con la Legge 1 aprile 2025, n. 49, che ha istituito la Giornata nazionale della prevenzione veterinaria quale strumento istituzionale di comunicazione, leva culturale e occasione di educazione civica sul rapporto uomo–animale; rafforzare ulteriormente i meccanismi di tutela degli operatori sanitari impegnati sul territorio in azioni di verifica e controllo.
La prevenzione veterinaria rappresenta un investimento strategico per il Paese, in grado di garantire simultaneamente tutela della salute pubblica, sicurezza alimentare, sostenibilità economica e risposta alle crescenti istanze etiche della società. La sua efficacia costituisce una vera e propria barriera all’introduzione e alla diffusione di malattie animali, quali peste suina africana, lumpy skin disease e afta epizootica, che, oltre all’impatto sanitario, determinerebbero gravi ripercussioni economiche, in particolare sul sistema delle esportazioni agroalimentari, filiera di eccellenza del nostro Paese.
Al tempo stesso, il sistema veterinario è oggi centrale anche nella promozione del benessere animale, che rappresenta non solo un obbligo normativo, ma un driver di crescita, qualità e competitività, nonché un ambito di crescente attenzione sociale e politica. Nonostante un quadro normativo avanzato, persistono disomogeneità applicative e criticità organizzative che ne limitano l’efficacia.
La mancata efficacia della prevenzione comporta costi esponenzialmente superiori in termini di gestione delle emergenze, indennizzi e perdita di competitività del sistema agroalimentare. Investire nella prevenzione veterinaria significa prevenire crisi, proteggere l’economia nazionale, rafforzare il Made in Italy e consolidare il rapporto tra uomo, animale e ambiente nel quadro One Health.