FNOVI in audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera su Prevenzione veterinaria nei LEA: criticità e proposte operative nel quadro One Health

Nonostante un quadro normativo avanzato, persistono disomogeneità applicative e criticità organizzative che ne limitano l’efficacia.
08/04/2026
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Il tesoriere Fnovi Pierluigi Ugolini ha portato oggi alla XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati le considerazioni in tema di "Prevenzione veterinaria nei LEA: criticità e proposte operative nel quadro One Health" dettagliate nella memoria depositata. Il documento dopo un'analisi delle criticità strutturali, elenca proposte operative e conclude con alcune richieste. 

FNOVI ritiene necessario attivare definitivamente la remunerazione delle borse di studio per le scuole di specializzazione dell’area sanitaria non medica, ivi compresa la medicina veterinaria; rinnovare l’offerta formativa, rendendola maggiormente aderente ai fabbisogni dell’attuale assetto organizzativo, anche agganciando i percorsi di tirocinio alle attività di pertinenza della sanità pubblica veterinaria, con tutoraggio obbligatorio presso servizi ed enti del SSN; assicurare la corretta attuazione dell’Accordo Stato-Regioni del 10 settembre 2025, che regola e definisce i compiti e le attribuzioni del Responsabile del servizio veterinario regionale e delle Province autonome di Trento e di Bolzano (RSV) e le modalità di funzionamento della rete veterinaria nazionale;  garantire uniformità applicativa dei LEA afferenti alla sanità pubblica veterinaria, anche promuovendo un adeguato assetto minimo organizzativo coerente con la norma quadro nazionale di cui al D.Lgs. 502/1992 e s.m.i.;  rafforzare il  ruolo della prevenzione veterinaria anche in ambito urbano e sociale;  valorizzare il riconoscimento della prevenzione veterinaria come asse strategico del SSN, percorso avviato anche con la Legge 1 aprile 2025, n. 49, che ha istituito la Giornata nazionale della prevenzione veterinaria quale strumento istituzionale di comunicazione, leva culturale e occasione di educazione civica sul rapporto uomo–animale;  rafforzare ulteriormente i meccanismi di tutela degli operatori sanitari impegnati sul territorio in azioni di verifica e controllo.

La prevenzione veterinaria rappresenta un investimento strategico per il Paese, in grado di garantire simultaneamente tutela della salute pubblica, sicurezza alimentare, sostenibilità economica e risposta alle crescenti istanze etiche della società. La sua efficacia costituisce una vera e propria barriera all’introduzione e alla diffusione di malattie animali, quali peste suina africana, lumpy skin disease e afta epizootica, che, oltre all’impatto sanitario, determinerebbero gravi ripercussioni economiche, in particolare sul sistema delle esportazioni agroalimentari, filiera di eccellenza del nostro Paese.
Al tempo stesso, il sistema veterinario è oggi centrale anche nella promozione del benessere animale, che rappresenta non solo un obbligo normativo, ma un driver di crescita, qualità e competitività, nonché un ambito di crescente attenzione sociale e politica. Nonostante un quadro normativo avanzato, persistono disomogeneità applicative e criticità organizzative che ne limitano l’efficacia.

La mancata efficacia della prevenzione comporta costi esponenzialmente superiori in termini di gestione delle emergenze, indennizzi e perdita di competitività del sistema agroalimentare. Investire nella prevenzione veterinaria significa prevenire crisi, proteggere l’economia nazionale, rafforzare il Made in Italy e consolidare il rapporto tra uomo, animale e ambiente nel quadro One Health.

Fonte: 
FNOVI
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